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PREZZO

  • Esiste un patrimonio sonoro vivo e vibrante che viaggia attraverso il tempo e i confini: sono le musiche di tradizione orale. Dai canti narrativi delle nostre regioni ai ritmi complessi delle culture extraeuropee, questo volume offre agli insegnanti della scuola primaria e secondaria una bussola per orientarsi tra la ricchezza dei repertori popolari e la pratica d'aula. Cosa troverai in questo volume: Percorsi didattici pronti all'uso: Diciotto unità di apprendimento strutturate per obiettivi e competenze. Approccio multiculturale: Strumenti per integrare le musiche del mondo nel programma curricolare, promuovendo l’inclusione e il dialogo interculturale. Dalla teoria alla pratica: Strategie metodologiche per trasformare l'ascolto in partecipazione attiva, attraverso il corpo, il movimento e l’improvvisazione. Che si tratti di una filastrocca lombarda o di un rituale ritmico d'oltreoceano, Suoni, culture, scuola non propone solo di "insegnare la musica", ma di educare alla complessità del mondo attraverso l’ascolto consapevole dell’Altro. Un manuale operativo per trasformare la classe in un laboratorio permanente di scoperte sonore.
  • L’ascolto della musica dell’Altro è un fenomeno affascinante perché «intriga il modo in cui così tante persone oggi, pur perdendo il significato implicito di gran parte della musica che ascoltano, la “fraintendono” in un modo così creativo ed efficace da renderla compatibile con le proprie vite» (Sorce Keller). Questo libro ne illustra un caso paradigmatico: quello di una generazione di italiani, adolescenti negli anni Settanta, che hanno plasmato le loro identità dialogando con la musica dell’Altro latinoamericano, fino a renderla un ingrediente fondamentale dei loro immaginari, sogni e utopie.
  • Sui sentieri della musica raccoglie studi nati da esperienze comuni di ricerca, insegnamento e confronto, maturate attorno alla figura di Giovanni Giuriati. I contributi, scritti da studiosi di diverse generazioni e provenienze, tutti suoi allievi, restituiscono la continuità e la trasformazione di un modo di fare etnomusicologia che ha lasciato tracce profonde nel loro percorso di ricerca. Il volume affronta un ampio ventaglio di temi, dalle relazioni tra musica e rito alle musiche diasporiche, fino alle questioni della restituzione e della circolazione dei saperi, e offre strumenti critici per comprendere le dinamiche di trasformazione delle tradizioni musicali.
  • Ambientato in Sardegna, Sing Me Back Home esplora la lingua e la cultura attraverso la scrittura di canzoni come metodo etnografico. Kristina Jacobsen si chiede, dopo tredici mesi di lavoro etnografico sul campo durante i quali ha scritto canzoni con musicisti, artigiani, pastori, poeti e attivisti linguistici sardi: Come vengono narrate le vite e le ideologie linguistiche sarde sullo sfondo della musica americana? Il libro mostra come i musicisti sardi cantino la loro storia tra le righe. Rivela come le canzoni sarde diventino un sito di trasduzione in cui, attraverso il processo di scrittura, registrazione ed esecuzione delle canzoni, l'energia di un genere musicale e di una cultura linguistica venga sfruttata per indicarne un altro molto più vicino a casa.
  • Il volume è uno studio etnomusicologico secondo l’approccio “bi-musicale” sulla tradizione di canto femminile denominata sindhen. Fiorita nelle corti di Yogyakarta e Surakarta (Giava centrale, Indonesia) tra i secoli XVIII e XIX, in un periodo di restaurazione dei costumi, la prassi sindhen si è diffusa enormemente fino a divenire una delle tradizioni vocali più rappresentative della cultura indonesiana. I requisiti fondamentali della sindhen indicati come rupa (“aspetto”), guna (“conoscenza”) e swara (“voce”) sono quelli che ancora guidano le cantanti odierne che aspirino ad esibirsi nei contesti più tradizionali nonostante la forte apertura alle innovazioni del secolo corrente che determinano nuove trasformazioni nella prassi canora e nella concezione dell’artista femminile nella società. La presentazione del volume è di Giovanni Giuriati.
  • Entrare in un Gurdwara – il luogo di culto del sikhismo – durante il rito domenicale o per festività specifiche significa immergersi in un ambiente multisensoriale, dove colori, profumi e movimenti si fondono in uno spazio sonoro complesso, fatto di musiche, cantillazioni e parole. La musica, veicolo del ricordo di Dio attraverso la recita reiterata del Suo Nome, il Simran, occupa un ruolo centrale. Indispensabile al rito, essa diventa strumento di memoria, appartenenza ed espressione. La pratica musicale religiosa associata al sikhismo è definita Gurbani kirtan, un’espressione complessa che oggi include una varietà di forme musicali e interpretazioni.
  • Il presente volume è la restituzione multimodale del progetto di etnomusicologia applicata Roma a tempo di musica realizzato nella Scuola Secondaria di I grado “R. Bonghi” di Roma nell’a.s. 2022/2023. Attraverso lo studio e la pratica laboratoriale sia di repertori di tradizione orale che di musica d’arte del primo Novecento, si è voluto porre l’accento sulla bellezza e la pluralità della vita culturale di Roma, dove vivono e si influenzano persone provenienti da diverse parti del nostro pianeta. Grazie anche all’intervento in classe delle music makers protagoniste dei recenti flussi migratori, nel progetto Roma a tempo di musica si è lavorato sulla costruzione identitaria individuale e collettiva degli alunni, in una prospettiva fluida e transculturale.
  • I processi creativi e compositivi propri della moderna canzone d’autore, intesa come fenomeno culturale e genere poetico-musicale non solo italiano ma di respiro internazionale, attendono ancora oggi di essere studiati in modo approfondito, sulla base di riflessioni e metodologie adeguate; quelle qui proposte in via sperimentale riguardano il caso specifico ma altamente rappresentativo di Chico Buarque (Rio de Janeiro, 19 giugno 1944), esponente di punta della Música Popular Brasileira, prolifico e ancora attivo artefice di uno dei più ricchi e autorevoli canzonieri della nostra epoca. La suddivisione del volume in due parti ne riflette il duplice taglio teorico-estetico e filologico-analitico, reso possibile, su entrambi i piani, dalla generosa disponibilità dimostrata dal cantautore brasiliano nei confronti dello studioso suo interlocutore: alla base dell’intero lavoro vi è infatti una serie di conversazioni dirette e scambi epistolari, integrata da una non meno preziosa messe di materiali sonori privati messi a disposizione dallo stesso cantautore per uno studio finalmente concreto e sistematico del suo processo compositivo. La trascrizione e analisi di 24 schizzi e abbozzi sonori (alcuni dei quali digitalizzati e resi fruibili all’ascolto in forma di file audio mp3), in particolare, ha permesso di ricostruire la nascita e graduale messa a fuoco, musicale prima ancora che verbale, della canzone Carioca (1998), capolavoro della maturità, ora apprezzabile anche come il frutto di una delle più articolate, faticose e metamorfiche imprese creative di Chico Buarque.

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