-
Il volume è un’etnografia musicale del culto napoletano della Madonna dell’Arco. Praticato nell’agro nolano a partire dal XV secolo e attualmente molto diffuso fra i ceti popolari della provincia di Napoli e della città stessa, il culto si è sviluppato, soprattutto nell’ultimo secolo, in un contesto – Napoli e il suo hinterland – compiutamente metropolitano. La devozione per la Madonna dell’Arco costituisce attualmente un fenomeno estremamente vitale, impegna più di centomila devoti nel pellegrinaggio annuale che si svolge il Lunedì dell’Angelo presso il Santuario di Sant’Anastasia, e, almeno nel corso della sua storia recente, non ha conosciuto periodi di declino o di interruzione delle attività rituali. Nei riti dei “battenti” gli elementi coreutico-musicali hanno un ruolo centrale. -
Nei grandi centri urbani della Birmania centrale (Myanmar), canti, melodie e ritmi dell’ensemble musicale nat hsaing richiamano un elaborato pantheon di spiriti locali, che danzano manifestandosi attraverso i corpi di professionisti rituali, interagendo così con i loro devoti nel corso di lunghe cerimonie private. In Nat hsaing, Lorenzo Chiarofonte presenta una vivida narrazione dello svolgimento di una cerimonia per gli spiriti. Coniugando la forma di dettagliato resoconto etnografico con l’analisi performativa, il volume descrive i diversi momenti e i tanti protagonisti del rituale. Il volume, presentato da Giovanni Giuriati, è accompagnato da un consistente apparato multimediale di numerosi esempi audio-video raccolti in Birmania e si rivolge a studiosi di etnomusicologia, antropologia, orientalisti e storici delle religioni. -
Il presente volume è caratterizzato da un approccio ampiamente interdisciplinare. Del rapporto tra patrimonio culturale tangibile e intangibile si è inteso non solo e non tanto mettere in luce le differenze, bensì esplorare possibili sinergie nella prospettiva, innanzitutto, della valorizzazione e della fruizione. Ciò nella convinzione che l’interdisciplinarità – in particolare se si vuole affrontare questioni reali relative allo sviluppo del diritto e delle iniziative di valorizzazione per il patrimonio culturale – non è una scelta, bensì un’assoluta necessità, in quanto il settore culturale è caratterizzato da una grande varietà di oggetti, approcci e contesti sociali di riferimento. Per trovare soluzioni adeguate, non è sufficiente semplicemente giustapporre nozioni e teorie proprie di differenti ambiti disciplinari, è necessario operarne una sintesi grazie al genuino ascolto reciproco, nel rispetto della specifica professionalità di ciascuno. -
Percorsi di etnomusicologia ripercorre i molteplici itinerari di questa disciplina che, fin dai suoi esordi alla fine del XIX secolo, ha visto un susseguirsi di correnti teoriche-metodologiche rivolte a conoscere le diverse culture musicali. L'affascinante viaggio nella storia della disciplina permetterà di guardare ai modi in cui i ricercatori, nel corso del tempo, si sono avvicinati a tali culture, le hanno analizzate e interpretate avanzando interessanti e multiformi proposte ermeneutiche. -
Il volume coniuga gli studi sulla migrazione con quelli legati alla musica e alla spiritualità nelle differenti chiese cristiane presenti nella città di Roma. Si è scelto per il titolo un termine inglese, Praises, in quanto lingua impiegata dai fedeli di tutte le chiese oggetto delle etnografie musicali presenti nel volume. Tali comunità di fede si caratterizzano per una composizione mono o multi-nazionale, e vengono indagate dagli autori dei saggi attraverso etnografie in grado di restituire la bellezza e ricchezza delle rispettive pratiche musicali e il rapporto che queste hanno con la città di Roma, in una prospettiva di feconda e reciproca conoscenza. In Praises, inoltre, alcuni saggi inquadrano storicamente le dinamiche migratorie in relazione con la religione e con l’Urbe. I contributi sono corredati da un apparato multimediale che comprende fotografie, audio e filmati documentati sul campo. -
I processi creativi e compositivi propri della moderna canzone d’autore, intesa come fenomeno culturale e genere poetico-musicale non solo italiano ma di respiro internazionale, attendono ancora oggi di essere studiati in modo approfondito, sulla base di riflessioni e metodologie adeguate; quelle qui proposte in via sperimentale riguardano il caso specifico ma altamente rappresentativo di Chico Buarque (Rio de Janeiro, 19 giugno 1944), esponente di punta della Música Popular Brasileira, prolifico e ancora attivo artefice di uno dei più ricchi e autorevoli canzonieri della nostra epoca. La suddivisione del volume in due parti ne riflette il duplice taglio teorico-estetico e filologico-analitico, reso possibile, su entrambi i piani, dalla generosa disponibilità dimostrata dal cantautore brasiliano nei confronti dello studioso suo interlocutore: alla base dell’intero lavoro vi è infatti una serie di conversazioni dirette e scambi epistolari, integrata da una non meno preziosa messe di materiali sonori privati messi a disposizione dallo stesso cantautore per uno studio finalmente concreto e sistematico del suo processo compositivo. La trascrizione e analisi di 24 schizzi e abbozzi sonori (alcuni dei quali digitalizzati e resi fruibili all’ascolto in forma di file audio mp3), in particolare, ha permesso di ricostruire la nascita e graduale messa a fuoco, musicale prima ancora che verbale, della canzone Carioca (1998), capolavoro della maturità, ora apprezzabile anche come il frutto di una delle più articolate, faticose e metamorfiche imprese creative di Chico Buarque. -
Il presente volume è la restituzione multimodale del progetto di etnomusicologia applicata Roma a tempo di musica realizzato nella Scuola Secondaria di I grado “R. Bonghi” di Roma nell’a.s. 2022/2023. Attraverso lo studio e la pratica laboratoriale sia di repertori di tradizione orale che di musica d’arte del primo Novecento, si è voluto porre l’accento sulla bellezza e la pluralità della vita culturale di Roma, dove vivono e si influenzano persone provenienti da diverse parti del nostro pianeta. Grazie anche all’intervento in classe delle music makers protagoniste dei recenti flussi migratori, nel progetto Roma a tempo di musica si è lavorato sulla costruzione identitaria individuale e collettiva degli alunni, in una prospettiva fluida e transculturale. -
Entrare in un Gurdwara – il luogo di culto del sikhismo – durante il rito domenicale o per festività specifiche significa immergersi in un ambiente multisensoriale, dove colori, profumi e movimenti si fondono in uno spazio sonoro complesso, fatto di musiche, cantillazioni e parole. La musica, veicolo del ricordo di Dio attraverso la recita reiterata del Suo Nome, il Simran, occupa un ruolo centrale. Indispensabile al rito, essa diventa strumento di memoria, appartenenza ed espressione. La pratica musicale religiosa associata al sikhismo è definita Gurbani kirtan, un’espressione complessa che oggi include una varietà di forme musicali e interpretazioni.
