15 Gennaio 2019

Paolo Rolli poeta per musica europeo

Paolo Rolli (1765-2015) fu uno dei maggiori poeti della Roma – e in seguito d’Europa – nel primo Settecento. Benché meno conosciuto di Metastasio, del quale era più anziano di una decina d’anni e con il quale condivideva un comune maestro, il Gravina, a Rolli si devono libretti per Haendel, Porpora e Galuppi, la prima traduzione italiana del Paradise lost di Milton e un cospicuo insieme di liriche e poesie. Il suo ruolo nella storia della musica, sebbene mai sottovalutato, è stato il centro di un convegno e in seguito di un libro, edito da NeoClassica.

Il convegno

Il 20 novembre 2015 a Todi, in occasione del 250° anniversario dalla morte di Paolo Rolli – avvenuta proprio in quella città umbra, dove aveva a lungo vissuto – ha avuto luogo il Convegno Storico Internazionale Paolo Rolli e la musica. Durante questo incontro pluridisciplinare, gli studiosi hanno potuto focalizzare la loro attenzione sull’intrinseco rapporto tra musica e parola, «da cui il dialogo sempre più necessario e stimolante tra musicologi e italianisti, attraverso tutte quelle prospettive umanistiche (storiche, archivistiche, filologiche) che solo unitamente permettono di gettare uno sguardo trasversale su un’esperienza tanto fondamentale per la cultura italiana quale il melodramma e la musica vocale del XVIII secolo» (Emore Paoli – Università di Roma “Tor Vergata”). Al centro della questione, ovviamente, si pone la figura di Paolo Rolli, poeta che consolidò la sua fortuna a Londra, e le cui opere vennero lungamente musicate da tre generazioni di compositori.

Il libro

Dal Convegno, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università di Roma “Tor Vergata”, il Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dello stesso Ateneo, il Centro Studi sulla Cantata Italiana dell’Università “Tor Vergata”, la Biblioteca Comunale “Lorenzo Leonij” e il Liceo “Jacopone da Todi”, si è deciso di raccogliere le riflessioni emerse e convogliarle nella pubblicazione del libro intitolato «Dolcissima fassi la musica e la favella». Paolo Rolli poeta per musica europeo, a cura di Giacomo Sciommeri. I saggi proposti nel volume riflettono «proprio la dimensione europea della figura di Paolo Rolli e della sua produzione poetica destinata alla musica» (Sciommeri). Ai diversi contributi di Carlo Caruso, Fabrizio Dorsi, Giancarlo Rati, Filippo Orsini e dello stesso curatore – che approfondiscono argomenti quali la vocalità, la poesia per musica nel Settecento italiano, il rapporto tra Paolo Rolli e la società tuderte del XVIII secolo o la figura del poeta dal punto di vista della critica più recente – si aggiungono una postfazione di Teresa M. Gialdroni su Paolo Rolli e il repertorio vocale da camera e un’interessante appendice iconografica di Monica Castrichini che prende spunto dal recente ritrovamento di un bel ritratto del poeta.

 

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