Pietro Mascagni visto da un amico (?) – Giannotto Bastianelli racconta l’autore di Cavalleria Rusticana

«[…] ebbi a leggere con un certo stupore, come Mozart fosse il più gran genio che della musica sia mai esistito, un uomo così sbalorditivamente musicista che trasformava in musica tutto quello che toccava. Non so la paternità di questa frase, ma se la sapessi, domanderei a chi la disse per il primo, che cosa faceva Wagner di quello che toccava: forse dei tromboni?».

Questa frase, contenuta nel volume su Pietro Mascagni, rappresenta l’animo critico, pungente ed estroso del suo autore: Giannotto Bastianelli.
Musicista, ma soprattutto graffiante critico musicale, Bastianelli ha occupato una pagina importante del giornalismo italiano scrivendo per La Voce, La nuova musica e Il resto del Carlino e fu un grande sostenitore di un auspicabile Risorgimento della musica italiana, «della vera, della nostra grande musica». Il temperamento passionale, che emerge in tutti i suoi scritti, vide il suo tragico culmine nel 1922, quando si tolse la vita a Tunisi.
Nel 1910, anno in cui fu pubblicato per la prima volta il volume di Bastianelli su Mascagni, vennero anche raccolte e pubblicate da Il Resto del Carlino alcune sue critiche musicali nell’opuscolo Critica e pubblico, in segno di stima nei confronti dell’autore dopo che egli era stato aggredito a causa di una sua recensione negativa.
Quello stesso anno Mascagni avrebbe composto l’opera Isabeau, ed erano ormai passati 20 anni dal successo di Cavalleria Rusticana. Nel frattempo il maestro livornese aveva composto molte altre opere quali L’amico Fritz, Iris, Le Maschere.

 

Pietro Mascagni di Bastianelli

Nel suo volume, Bastianelli passa in rassegna tutte le composizioni operistiche del maestro verista, alternando analisi vivaci e colorite a momenti di critica tagliente, non solo nei confronti della musica di Mascagni, ma anche di quella dei musicisti a loro contemporanei, proponendo così un interessantissimo excursus, dal taglio sempre molto personale, di quello che stava accadendo al mondo musicale europeo dell’epoca. Infatti Bastianelli fu uno dei primi italiani ad indagare sulla musica di grandi compositori quali Debussy e Richard Strauss.
Il volume di Bastianelli sul maestro Mascagni dà la possibilità al lettore di meravigliarsi e a volte quasi sconvolgersi di fronte a uno stile letterario che non rappresenta affatto quello della critica musicale dei giorni d’oggi e allo stesso tempo permette di riscoprire la figura del musicista livornese dal punto di vista tutto personale di un importante testimone del mondo musicale e intellettuale a cavallo tra Otto e Novecento.

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