NeoClassica a RadioTre. I Kreisleriana di Robert Schumann

Il 3 ottobre è andata in onda una nuova puntata del programma radiofonico Qui Comincia, su Radio Tre Rai, durante la quale si è parlato del volume Kreisleriana di Robert Schumann di Antonio Rostagno.

I Kreisleriana e E.T.A. Hoffmann

Un’opera singolare nel repertorio di Schumann, una suite di otto fantasie per pianoforte che rimanda a Johannes Kreisler, personaggio nato dalla penna di E.T.A. Hoffmann, autore che incarnò il vero spirito romantico tedesco. Come sostiene il conduttore del programma, Arturo Stalteri, «Schumann, attraverso questa sua opera, entra in contatto con la fantasia, a volte un po’ torbida, di Hoffmann. Uno Schumann che forse guida i propri turbamenti controllandoli attraverso la tastiera del pianoforte».

I Kreisleriana: «un manifesto di rottura»

Il conduttore, rifacendosi alle parole di Rostagno nel suo volume, descrive questa composizione come «manifesto di frattura che Schumann ha col mondo contemporaneo». Queste otto fantasie, scritte per Clara Schumann ma dedicate a Chopin, rappresentano un mondo schumanniano «lontano dalla realtà ma in un certo senso, attraverso le note del pianoforte, portato a contatto con la sua [di Robert Schumann] psiche, come se fosse un modo per Schumann di controllare la sua fantasia così estrema». Il conduttore prosegue soffermandosi sul piano armonico. Come afferma lo stesso Rostagno «è lo Schumann del displacement, lo sfasamento tra processi armonici non in sincronia, la dislocazione dei bassi rispetto alle armonie sovrastanti […] il sistema tonale, pur rimanendo vigente, lambisce la sua dissoluzione».

«Il volume di Rostagno», come dice lo stesso Stalteri, «propone un’analisi musicale ma anche extra-musicale, un approfondimento per quanto riguarda il mondo schumanniano e questo suo amore per la letteratura».

Ascolti durante la puntata

Durante la puntata sono stati proposte due delle otto fantasie che compongono i Kreisleriana. La prima, Ausserst Bewegt, in re minore, eseguita da Maurizio Pollini, e la quinta, Sehr Lebhaft, con al pianoforte Vladimir Ashkenazy.

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