1 giugno 2018

La stagione 2018/19 al Teatro alla Scala

Come ormai succede da diversi anni a questa parte, anche la stagione operistica 2018-2019 del Teatro alla Scala di Milano presenta produzioni ed eventi di sicuro interesse. Su 15 opere, 9 sono nuove produzioni e due sono le novità assolute per la Scala, mentre la maggior parte dei titoli sono italiani. A questo proposito, significative sono le parole del direttore stabile, Riccardo Chailly:

La storia del nostro Teatro e il suo ruolo internazionale ci impongono una forte responsabilità sul repertorio nazionale che si traduce tanto nelle scelte di programmazione quanto nel fatto interpretativo. Il nostro Paese ha un patrimonio unico nella storia del teatro musicale per vastità e importanza e riscoprirlo è un impegno appassionante quanto necessario, che comprende la riproposizione di titoli ingiustamente dimenticati ma anche un lavoro di studio e approfondimento sulle partiture che, spesso a torto, vengono considerate più conosciute.

Il cartellone della Scala

Il 7 dicembre aprirà la stagione Attila di Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera, diretto da Riccardo Chailly con la regia di David Livermore; segue a distanza di un mese la ripresa della Traviata con la regia di Liliana Cavani, diretta da Myung-Whun Chung e che vedrà alternarsi nel severo ruolo di Giorgio Germont nient’altri che Leo Nucci e Placido Domingo. Seguiranno nel corso del 2019 La Cenerentola di Rossini, diretta dallo specialista Ottavio Dantone, Chovanščina di Musorgskij realizzata dalla coppia Gergiev/Martone, Manon Lescaut di Puccini, nell’orginale versione del 1892, e, dopo una nuova produzione del mozartiano Idomeneo, si rivedranno a Milano I Masnadieri, assenti dal 1978, quando furono diretti da un giovanissimo Riccardo Chailly. Se tuttavia l’ombra wagneriana si è allontanata dalla stagione a venire, la Germania sarà comunque rappresentata da due opere di Richard Strauss (Ariadne auf NaxosDie Aegyptische Helena). Fra settembre e ottobre 2019 saranno invece rappresentate tre opere completamente diverse fra di loro: il classico Elisir d’amore di Donizetti su libretto di Felice RomaniQuartett, recente opera (2011) di Luca Francesconi e il fondamentale Giulio Cesare di Händel che vedrà un cast stellare composto, fra gli altri, da Bejun Mehta, Cecilia Bartoli, Sara Mingardo e Philippe Jaroussky.

Le stagioni sinfoniche e di balletto

La Filarmonica della Scala proporrà, a partire dal 10 ottobre prossimo, 8 concerti sinfonici, diretti da artisti del calibro di Christoph von Dohnányi, Zubin Mehta, Riccardo Chailly, Ádám Fischer e Myung-Whun Chung. Si potranno dunque ascoltare La Creazione di Haydn, il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, le sinfonie nn. 5 e 6 di Mahler, nn. 5 e 9 di Bruckner, la n. 2 di Mendelssohn (la cosiddetta Lobgesang) e la meravigliosa Patetica di Caikovskij. Numerosi anche i concerti straordinari e benefici: la Scala ospiterà MusicAeterna di Theodor Currentzis, i Wiener Philharmoniler diretti da Dudamel e Domingo, la Lucerne Festival Orchestra e il Monteverdi Choir accompagnati dagli English Baroque Soloists, diretti da John Eliot Gardiner.

Il corpo di ballo scaligero invece, dopo un immancabile Schiaccianoci nella coreografia di Balanchine, non mancherà di stupire interpretando sia classici come GiselleLa bella addormentata nel bosco e il Bolero di Ravel, ma offrirà anche l’esecuzione di opere come Woolf Works (I now, I then – Becomings – Tuesday) su musiche di Max Richter, e la prima rappresentazione della versione coreografica dello schubertiano Winterreise realizzata da Angelin Preljocaj.

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